Nonantola Film Festival 2009


STORIE DI TERRA E DI REZDORE
A cura di Nico Lusoli ed Antonio Cherchi

Storie di terra e di rezdore è ricavato dalla monumentale mole di materiali e testimonianze (circa 120 ore di girato) che i due autori Antonio Cherchi e Nico Lusoli hanno raccolto, nell'ambito di un progetto voluto e finanziato dalla Provincia di Modena per documentare il patrimonio di cultura e tradizione gastronomica del territorio. Un racconto di uomini e donne della provincia modenese, della loro antica povertà, dei loro commossi ricordi di gioventù, di un'orgogliosa sapienza gastronomica; un racconto di com'era un mondo nel quale agricoltura, allevamento e alimentazione non erano ancora stati separati dal mercato.
L'incontro tra la provincia di Modena e Slow Food, da cui è nata l'idea di produrre Storie di terra e di rezdore, era partito fondamentalmente da una scommessa: trovare un modo semplice ed efficace per riappropriarsi di un patrimonio culturale e gastronomico che, chi viveva sul territorio, capiva come stesse definitivamente scomparendo. Anche perché, tutta la generazione nata tra le due guerre, o anche prima, è stata testimone di quell'ultima stagione di vita nelle campagne prima del grande boom economico degli anni Cinquanta che ha completamente stravolto il rapporto tra città e campagne, tra agricoltura e industria, tra uomo e ambiente.
Ad ognuno dei componenti il comitato scientifico (Antonio Cherchi, Alberto Fabbri di Slow Food ed alcuni ristoratori simbolo del modenese fra cui Massimo Bottura, Italo Pedroni e Laura Galli Moranti, il giornalista Sandro Bellei) è stato chiesto di suggerire nomi di personaggi da intervistare.
Prima di tutto, si è però deciso quali prodotti andare ad approfondire: l'uso del frumento tenero in cucina, dalla coltivazione del grano a tutti i diversi pani, la sfoglia, i dolci; il riso, il mais, l'orzo, il farro; in montagna, la castagna, dai castagneti alla sua essiccazione nei metati e la produzione della farina; l'orto, il frutteto, la raccolta spontanea e le conserve; il maiale, dal rito dell'uccisione a tutti i prodotti derivati, con le diverse specificità territoriali; il lambrusco a fermentazione in bottiglia in pianura e collina ed il vino tosco in Appennino; il mosto cotto, dai cultivar ai sughi d'uva, alla saba, al savor fino all'aceto balsamico tradizionale; gli animali da cortile e la cacciagione; il bovino sia da carne che da latte che da lavoro; le pecore in Appennino e la transumanza; i pesci d'acqua dolce, in particolare trota, pesce gatto e rane; infine, tutto il folklore collegato: riti, feste, canti, come quelli delle mondine ed i canti del maggio in Appennino.

INTERVENGONO

Antonio Cherchi
Autore del documentario
Emilio Sabattini
Presidente della Provincia di Modena
Pier Paolo Borsari
Sindaco di Nonantola
Andrea Landi
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Luciano Zanasi
Autore di testi dialettali

AL TERMINE BUFFET CON PRODOTTI TIPICI LOCALI



Sorgenti delle informazioni: cinetecadibologna.it e sloweb.slowfood.it